mercoledì 3 febbraio 2016

62 persone al mondo ricche quanto metà della popolazione tutta assieme



POSTATO DAL PROF. DI ITALIANO:
Leggete questo interessante articolo di geografia economica (fa parte del programma di Geografia di quest’anno)

I 62 padroni del mondo
di Enrico Franceschini

Un gruppetto di miliardari che potrebbero stare tutti in una stanza ha un patrimonio più grande di quello della metà più povera della popolazione della terra. Detto in cifre, 62 persone sono più ricche di 3 miliardi e 600 milioni di persone tutte assieme. È il dato più impressionante del rapporto pubblicato ieri dalla Oxfam, una delle più importanti organizzazioni umanitarie, sul gap tra ricchi e poveri nel nostro pianeta. Il patrimonio dell'1 per cento più ricco della popolazione mondiale ha superato nel 2015 quello del restante 99 per cento dei terrestri, afferma il rapporto, fotografando una forbice di diseguaglianza che si allarga sempre di più. E che riguarda anche il nostro Paese: l'1 per cento più ricco degli italiani, secondo la stima di Oxfam, possiede il 23,4 per cento della ricchezza nazionale. L'evasione fiscale, in particolare la cosiddetta evasione legalizzata, consentita da scappatoie nelle normative tributarie e dai paradisi fiscali, viene indicata come una delle cause principali del fenomeno.
«Lo scarto tra i super ricchi e il resto della popolazione si è accresciuto in modo spettacolare negli ultimi dodici mesi», osserva il rapporto intitolato
Un'economia al servizio dell' 1 per cento. Usando la classifica della rivista americana Forbes sui più ricchi della terra, Oxfam ha calcolato che dal 2010 allo scorso anno i 62 super miliardari in testa alla graduatoria, tra cui i giganti del web come Bill Gates di Microsoft, Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckerberg di Facebook, Larry Page di Google, e poi nuovi ricchi cinesi, sceicchi arabi, petrolieri russi (e due italiani, Maria Franca Fissolo Ferrero, titolare dell'impero della Nutella, e l'imprenditore di Luxottica Leonardo Del Vecchio), hanno visto aumentare il proprio patrimonio collettivo di 500 miliardi di dollari arrivando nel 2015 a un totale di 1.760 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, la ricchezza dei 3 miliardi e 600 milioni di persone più poveri, ovvero metà della popolazione mondiale, è diminuita di circa 1.000 miliardi di dollari, un calo del 41 per cento. Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, un trend indicato anche da un altro dato del rapporto: nel 2010 ci volevano i 388 più ricchi della terra per ammassare un patrimonio pari a quello della metà più povera della popolazione mondiale, nel 2011 ci volevano 177 ricchi, nel 2012 ne erano necessari 159, nel 2013 ne bastavano 92, nel 2014 ne erano sufficienti 80 e l'anno scorso appunto sono bastati 62 super ricchi a pareggiare la bilancia con i 3 miliardi e 600 milioni di persone più povere. La rosa dei più agiati, insomma, si restringe sempre di più.
Per quel che riguarda il nostro Paese, il rapporto indica che l'1 per cento più ricco degli italiani è in possesso di quasi un quarto della ricchezza nazionale netta, una quota in assoluto pari a 39 volte la ricchezza del 20 per cento più povero della popolazione. Lo studio di Oxfam rileva inoltre che in Italia oltre la metà dell'incremento della ricchezza è andato a beneficio del 10 per cento più ricco. «L'elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i Paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari l'an- l'anno e per dare un'istruzione scolastica a ogni bambino del continente nero.
L'allarme sull'aumento della diseguaglianza non è una novità: rappresenta l'aspetto centrale del bestseller dello scorso anno dell'economista francese Tomas Piketty Il capitale nel 21esimo secolo.
Appelli ad arginarla sono arrivati da papa Francesco e dalla direttrice del Fmi Christine Lagarde. Allo stesso tempo, altri dati rivelano che la povertà mondiale si sta riducendo: nel 2015, secondo cifre della Banca Mondiale, è calata al suo minimo da quando si tengono simili statistiche, scendendo a circa 700 milioni di persone, il 9,6 per cento della popolazione globale, rispetto ai 900 milioni di persone in condizioni di estrema povertà (condizione definibile come vivere con meno di 1 dollaro e 90 centesimi al giorno) nel 2012. Dunque il gap ricchi-poveri non è in contraddizione con una diminuzione della povertà estrema: ma trasmette un segnale di ingiustizia che a sua volta produce instabilità e secondo numerosi economisti minaccia la salute dell'economia generale. Non a caso le cifre dimostrano no e ha un impatto importante anche nei paesi come l'Italia», commenta Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. «Il governo italiano può agire per porre fine all'era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure in tal senso». A questo scopo il braccio italiano di Oxfam lancia la campagna "Sfida l'ingiustizia", per dire basta ai paradisi fiscali.
Non c'è dubbio che i paradisi fiscali rappresentino un problema, come sottolinea un altro aspetto del rapporto. Dal 2000 al 2014 gli investimenti mondiali offshore sono quadruplicati: si ritiene che oggi 7600 miliardi di dollari di ricchezze private siano depositate in "paradisi" dove sfuggono alla tassazione nazionale. Se sul reddito generato da questa ricchezza venissero pagate le tasse, i governi avrebbero a disposizione 190 miliardi di dollari in più ogni anno. Oxfam stima che almeno un terzo della ricchezza finanziaria dell'Africa sia nascosto in paradisi fiscali: la perdita di 14 miliardi di dollari di introiti basterebbe per creare strutture sanitarie in grado di salvare la vita a 4 milioni di bambini africani che i Paesi meno diseguali, come la Scandinavia, sono spesso i più prosperi.
La Oxfam diffonde il suo rapporto alla vigilia del summit di Davos, dove ogni anno si riuniscono i leader politici ed economici della terra, per esortare la comunità internazionale a intervenire. «È inaccettabile che la metà più povera della popolazione del mondo possieda meno di un piccolo gruppo di super ricchi», afferma Mark Goldring, presidente esecutivo dell'ong basata a Londra. «La preoccupazione dei leader mondiali per l'aumento della diseguaglianza non si è finora tradotta in azioni concrete». La Oxfam propone tre iniziative: un giro di vite contro l'evasione fiscale, maggiori investimenti nei servizi pubblici e salari più alti per i lavoratori a basso reddito. «La diseguaglianza ha raggiunto livelli insopportabili », conclude Duncan Exley, direttore esecutivo dell'associazione. «Ormai è noto che un vasto gap tra i ricchi e tutti gli altri fa male all'economia e alla società. È necessario che i politici si sveglino e affrontino questa pericolosa concentrazione di ricchezza e di potere nelle mani di così pochi».

(Pubblicato da la Repubblica il 19 gennaio 2016)

 A quale nazionalità appartengono i 62 supermiliardari




mercoledì 6 gennaio 2016

2016

POSTATO DAL PROF DI ITALIANO:

Ci vediamo domani!
Intanto, BUON ANNO  a tutti voi
dal vostro prof

giovedì 10 dicembre 2015

Buon Natale a tutti

POSTATO DA PIETRO:

Questo post natalizio è speciale: io ora scriverò un breve racconto sul Natale in cui metterò 14 titoli di canzoni natalizie. Riuscirete a trovarli?


Anche quest'anno è già Natale, il bellissimo bianco Natale! A Natale, nella santa notte, a volte sono a casa, a volte in un ristorante. Questo Natale starò a casa o da mia nonna. Non credo che quest'anno canterò la filatrocca di Fra Martino. E le campane a Natale suonano, Din Don Dan e non a Natale suonano Din Don Dan. Babbo Natale, tu scendi dalle stelle e ci porti regali. Sei così potente e perciò, scusa Gesù, ti do del tu. In questo magico Natale... Buona notte ninna nanna ninna o. Questo è davvero il giorno più bello dell'anno , almeno oggi dio, lascia che nevichi. Ascoltando ''Adeste Fideles'' si dice ''Buon Natale in allegria.



domenica 6 dicembre 2015

La'Marshall Corbett positivo al controllo antidoping

Risultati immagini per la marshall corbett

Un fulmine a ciel sereno. La'Marshall Corbett è risultato positivo al controllo antidoping effettuato lo scorso 7 novembre a Brescia, in occasione della gara vinta dalla De’ Longhi 84-78 contro la Centrale del Latte. La sostanza proibita riscontrata nelle urine della guardia americana è la cannabis. Il Coni ha avvertito la Federazione Italiana Pallacanestro ed il club del presidente Vazzoler.«La notizia ci coglie alla sprovvista - è il commento a caldo del direttore sportivo di Treviso Basket Andrea Gracis - Stiamo controllando la situazione e sicuramente faremo degli accertamenti. Solo in seguito a tutto ciò potremo prendere una decisione. Fino ad allora ci muoviamo con prudenza». In caso di conferma della positività, Corbett rischia una lunga squalifica, da sei mesi a due anni. In tale prospettiva la sua stagione, finora molto buona, si chiuderebbe anzitempo. 

Risultati immagini per la marshall corbett















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mercoledì 2 dicembre 2015

L' AGRICOLTURA; UNA COSA FANTASTICA!

 POSTATO DA ENRICO B.:

L' agricoltura secondo me è una cosa fantastica anche se tanti dicono che è brutta e non serve a niente, io sto scrivendo questo post per cercare di farvi cambiare idea.



L' agricoltura è anche una cosa molto importante perché coltivando i campi con diverse colture si produce mais, grano, soia, colza, riso, farro, orzo, uva, kiwi, olive... che usiamo quotidianamente nelle nostre cucine e poi mangiarle. Da questi prodotti prima elencati si possono fare anche dei derivati, con il grano si fa il pane, la farina ecc, con il mais si fa la farina...
Oltre questi derivati, con il mais, il triticale ( il triticale è un misto tra il grano e l'orzo ) si possono tagliare e macinare, attraverso un macchinario chiamato trincia semovente, per fare foraggio e dare da mangiare agli animali da cui derivano carni, pelli, pellicce, latte...



Esistono due tipi di agricoltura;
  • Agricoltura chimica, la più utilizzata, ovvero usano dei trattamenti chimici che ovviamente non influenzano nella vita dell' uomo.
  • Agricoltura biologica, poco utilizzata, ovvero non si usa nessun trattamento oppure si usa ma solo della natura e alcune volte il cibo da agricoltura biologica viene utilizzato con qualche malattia oppure qualcosa che nell' agricoltura non biologica non ci sarebbe stato.
Secondo me la cosa più bella dell' agricoltura sono i macchinari sempre più potenti e innovativi.


Se vi piace l' agricoltura o volete saperne di più, visitate il mio blog: portaleagricoltura.blogspot.com.
Grazie e ciao!!!

martedì 1 dicembre 2015

Il Nabucco di Giuseppe Verdi



POSTATO DAL PROF DI ITALIANO:

Nabucco è la terza opera (il titolo originale completo è Nabucodonosor) di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti, un compositore di opere liriche che aveva 16 anni più di Verdi.
L’opera è divisa in 4 parti.
Parte 1: Gerusalemme:
All'interno del Tempio di Gerusalemme, i Leviti (cioè gli Ebrei della tribù di Levi, che avevano il compito di sorvegliare il Tempio) e il popolo lamentano la triste sorte degli Ebrei, sconfitti dal re di Babilonia Nabuccodonosor, che ora è alle porte della città.
Il gran pontefice Zaccaria cerca di confortare ed incoraggiare la sua gente: la figlia di Nabuccodonosor, Fenena è in mano loro, tenuta in ostaggio, ed affidata a Ismaele, nipote del re di Gerusalemme. Ma il giovane Ismaele è sul punto di tradire il suo popolo lasciando libera la prigioniera perché un giorno a Babilonia egli stesso, prigioniero, era stato liberato proprio da Fenena, di lui innamorata.
I due stanno organizzando la fuga, quando giunge nel tempio una schiera di Babilonesi guidata da un'altra figlia del re babilonese, Abigaille. Anche Abigaille è innamorata di Ismaele e minaccia la sorella di riferire al padre che ella ha tentato di fuggire con uno straniero, ma alla fine si dichiara disposta a tacere a patto che Ismaele rinunci a Fenena.
A capo del suo esercito irrompe Nabucco, deciso a saccheggiare la città e Zaccaria, per fermarlo, minaccia di uccidere Fenena, ma Ismaele si oppone, strappa la giovane dalle mani del gran sacerdote e la consegna, salva, nelle mani di Nabucco.
Parte 2: L’empio:
Abigaille, sola negli appartamenti reali, tiene fra le mani una pergamena sottratta a Nabucco, che attesta le sue umili origini di schiava. La sua rabbia esplode in una furia incontenibile alla notizia che Fenena, nominata Reggente dal padre, ha dato ordine di liberare tutti gli ebrei. Ormai Abigaille è decisa a tutto pur di impossessarsi del trono.
Ismaele, convocato dal Gran Sacerdote per rispondere del suo tradimento, è maledetto dai Leviti, ma Anna, sorella di Zaccaria, lo difende; il giovane infatti non ha salvato la vita ad un'infedele bensì ad un'ebrea, giacché la figlia del re nemico si è nel frattempo convertita alla Legge.
Abigaille irrompe in scena con il suo seguito e pretende da Fenena la corona, ma giunge Nabucco, creduto morto in battaglia, che comincia a deridere il Dio degli Ebrei ed esige di essere adorato come l'unico Dio, minacciando di morte Zaccaria e gli ebrei se non si piegheranno al suo volere. Ma un fulmine scagliato da Dio si abbatte sul suo capo, la corona cade al suolo e il re comincia a manifestare segni di follia. La corona viene prontamente raccolta da Abigaille.
Parte 3: La profezia:
Abigaille, seduta sul trono di Babilonia, riceve l'omaggio dei suoi sudditi. Quando il Gran Sacerdote le consegna la sentenza di condanna a morte degli ebrei, la regina si finge ipocritamente incerta sul da farsi. All'arrivo del re spodestato – in camicia da notte e con lo sguardo smarrito – Abigaille gli fa firmare la condanna a morte degli Ebrei; troppo tardi Nabucco si rende conto di aver firmato anche la condanna a morte di sua figlia Fenena. Poi Abigaille lo avverte di essere divenuta lei la regina, ma Nabucco la sconfessa, dicendole che ella è solo una schiava. La donna trae dal seno la pergamena che attesta la sua origine e la fa a pezzi. Il re, ormai tradito e detronizzato, nell'udire il suono delle trombe che annunciano l'imminente supplizio degli ebrei chiama le sue guardie, ma esse giungono per arrestarlo obbedendo agli ordini della nuova regina. Confuso e impotente, Nabucco chiede invano ad Abigaille un gesto di perdono e di pietà per la povera Fenena.
Intanto sulle sponde dell'Eufrate gli ebrei, sconfitti e prigionieri, ricordano con nostalgia e dolore la cara patria perduta. Il Pontefice Zaccaria li incita a non piangere  e profetizza una dura punizione per il loro nemico: il Leone di Giuda sconfiggerà gli assiri e distruggerà Babilonia.
Parte 4: L’idolo infranto:
Nabucco si sveglia da un incubo udendo alcune grida e, credendole segnali di guerra, chiama i suoi prodi a raccolta per marciare contro Gerusalemme. Tornato in sé all'udire altre voci che ripetono il nome di Fenena, egli si affaccia alla loggia e vede con orrore la figlia in catene. Disperato, corre alla porta, tenta invano di aprirla e infine, rendendosi conto di essere prigioniero, cade in ginocchio e si rivolge al dio di Giuda invocando il suo aiuto e chiedendogli perdono. Come in risposta alla sua preghiera, sopraggiunge il fedele ufficiale Abdallo con un manipolo di soldati, restituendogli la spada e offrendosi di aiutarlo a riconquistare il trono.
Nei giardini pensili di Babilonia passa il triste corteo degli ebrei condotti al supplizio. Zaccaria conforta Fenena incitandola a conquistare la palma del martirio. L'atmosfera mistica è interrotta dall'arrivo di Nabucco che, alla testa delle sue truppe, ordina di infrangere la statua di Belo. Miracolosamente, l'idolo cade infranto. Tutti gridano al divino prodigio, Nabucco concede la libertà agli ebrei, annunzia che la perfida Abigaille si è avvelenata e ordina al popolo d'Israele di costruire un tempio per il suo Dio grande e forte, il solo degno di essere adorato. Mentre tutti, ebrei ed assiri, s'inginocchiano invocando l'immenso Jehova, entra Abigaille sorretta da due guerrieri: la donna confessa la sua colpa e invoca il perdono degli uomini e di Dio prima di cadere morta.

Il coro “Va’, pensiero”:

SCHIAVI EBREI
Va’, pensiero, sull’ali dorate;
Va’, ti posa sui clivi (1) , sui colli,
Ove olezzano (2) tepide e molli
L’aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
Di Sionne (3) le torri atterrate...
Oh mia patria sì bella e perduta!
O membranza (4) sì cara e fatal!
Arpa d’or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,
Ci favella (5) del tempo che fu!
O simile di Solima (6) ai fati
Traggi (7) un suono di crudo lamento,
O t’ispiri il Signore un concento (8)
Che ne infonda al patire virtù!

(1) pendii
(2) emanano i loro profumi
(3) fortezza di Gerusalemme
(4) rimembranza, ricordo
(5) parla
(6) la città di Gerusalemme
(7) trai
(8) armonia

domenica 29 novembre 2015

Terrorismo e droga



POSTATO DAL PROF DI ITALIANO:
Ho volutamente trascurato di mettere dei post sui recenti fatti di Parigi (anche se ne abbiamo parlato in classe), perché l’argomento è molto delicato e si corre il rischio di dire banalità o sciocchezze. Questo articolo, invece, aggiunge delle informazioni e delle interpretazioni che mi sembrano interessanti, anche per il confronto con altri avvenimenti storici che studieremo quest’anno. Perciò vi invito a leggerlo.

Cosa c'è nella mente del terrorista chimico

Da solo il fondamentalismo non basta a spiegare.
I jihadisti, contravvenendo al Corano,
trasformano l’uso delle anfetamine in rito

di Piero Cipriano*


Cosa c'è dentro la testa di un jihadista? Cosa c'è dentro la testa di chi pensa, se pensa: uccido, dunque sono? Cominciamo dal sorriso del terrorista Abdelhamid Abaaoud. Nelle foto (vedi quella qui sopra) la sua espressione oscilla tra il cinismo e la spavalderia. Era uno che non si tirava indietro, perché aveva sangue freddo. Eppure, scrive Bernardo Valli, «il fanatismo a volte non basta, va sollecitato». Ecco il punto. In che modo va sollecitato? Con l'uso della chimica? Della droga? Delle anfetamine? Le anfetamine, come la cocaina (ma ancor meglio, per così dire, perché l'effetto anfetaminico è meno acuto e più duraturo della cocaina) aumentano, in particolar modo, la dopamina nel sistema nervoso centrale. La dopamina è il neurotrasmettitore edonico, quello che dà piacere. Presa a lungo, ed eventualmente iniettata nelle vene (nell'albergo degli attentatori di Parigi sono state ritrovate siringhe) porta a un senso di onnipotenza, riduce o azzera la già debole empatia per l'altro essere umano, per cui è più facile ucciderlo come una cosa. Quest'anfetamina, per lo più prodotta in Siria, a base di fenetillina, caffeina e altri principi attivi (Captagon) è la più facile da preparare, la più economica e la più efficace per ottenere l'effetto auspicato: rendere dei ragazzi, già sbandati, già fanatici, già paranoici, già psicopatici, degli zombie completi, delle macchine da carneficina. Il Captagon sembra essere la droga ideale per creare l'uomo senza morale, il nichilista perfetto, il moderno Raskolnikov (1).
È stato pubblicato, a settembre, in Germania, Der totale Raush ("La totale euforia"), il libro di uno storico, Norman Ohler, che avrebbe voluto scrivere un romanzo sulla Germania nazista. Ma da bravo storico ha fatto ricerche, tra cui gli interrogatori del medico personale di Hitler, Theo Morell, e ha trovato le prove che la Wehrmacht (2) era un esercito di drogati. E la droga era simile a quella che sostiene le imprese dei jihadisti: una metanfetamina, il Pervitin, in grado di eliminare stanchezza e depressione, e capace di indurre sentimenti d'invincibilità. Occorre sottolineare che l'uso di anfetamine in ambito militare ha riguardato sia l'esercito giapponese, tra il 1939 e i 1954 (i kamikaze) sia quello americano. Dunque fin qui nulla di sorprendente. Il fatto nuovo, però, è che i miliziani dello Stato Islamico hanno un conflitto etico-religioso che tutti gli altri soldati non hanno: la legge coranica, infatti, gli proibisce l'uso di fumo, alcol e droghe. Allora l'Is, per un verso, soprattutto mediaticamente, cerca di dimostrare la sua fedele interpretazione dei comandi religiosi. D'altra parte la produzione, la diffusione e il commercio di droga è considerato uno dei mezzi che loro hanno a disposizione per aggredire e vincere l'occidente infedele e cristiano. Dunque le droghe vengono utilizzate dall'Is sia come sorta di virus stupefacente per vincere l'occidente cristiano dopo averlo drogato, sia come mezzo per autofinanziarsi. Il conflitto con la religione coranica emerge nel momento in cui si hanno le prove che il Captagon, questa pillola della ferocia, è usato proprio dai miliziani jihadisti. Se così è, se l'anfetamina è stata perfino canonizzata dai jihadisti, se questa pasticca è entrata a far parte del rituale iniziatico dell'Is, come un simbolo, o perfino un farmaco che il miliziano quotidianamente ingoia, contraddicendo il divieto coranico in tema di droghe, è necessario che ci sia un motivo forte. E il motivo sembra essere la necessità di trasformare la ribellione, il vuoto esistenziale, il disagio psichico, il disturbo di personalità condito di fanatismo religioso e odio culturale del neomiliziano, in qualcos'altro. In una macchina di morte. In uno zombie onnipotente e incapace di comprendere il valore della vita. Ecco allora da dove deriva il sorriso, che è ghigno, ghigno chimico, del ragazzo Abaaoud. Allora sembra proprio che da solo il fondamentalismo, il fanatismo, non basti. Anche una religione fondamentalista necessita di un oppio ulteriore, chimico, di un doping psicotropo, per riuscire a essere disumana.

* L'autore, psicoterapeuta, ha scritto Il manicomio chimico (edizioni Elèuthera)

(1)    Raskolnikov = è il personaggio protagonista del romanzo di Fëdor Dostoevskij, “Delitto e castigo”, responsabile dell’uccisione efferata di due donne
(2)    Wehrmacht = le forze armate tedesche dal 1935 al 1946, in sostanza in epoca nazista